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Archivi categoria: Dolci della tradizione

I roccocò

Durante le feste natalizie a Napoli e dintorni si gioca a tombola, insieme alla nonna che ti regala gli spiccioli, lo zio che ha preso il cartellone ed estrae i numeri associandoli alla smorfia, le noci, le nocelle, le cassatine e i roccocò.
I roccocò sono un tipico dolce natalizio campano, dalla forma a ciambella e il sapore speziato. Basta assaggiarne un pezzetto ed è subito natale. Che voi possiate trovarli dal pasticciere sotto casa o che abitiate ormai troppo lontano per poterli trovare come me, vi propongo di farli in casa. La ricetta è semplicissima e gli ingredienti sono di facile reperibilità. La spezia tipica del roccocò è il pisto, ossia un mix di aromi venduto già in bustina. Chiaramente al di fuori della campania dubito possiate trovarlo, in tal caso non preoccupatevi, il pisto infatti non è altro che un mix di chiodi di garofano, cannella e noce moscata. Potrete quindi ottenere facilmente il pisto macinando queste tre spezie insieme.

INGREDIENTI
250 gr di farina 00
250 gr di zucchero
200 gr di mandorle
80 gr di succo d’arancia (fresco)
50 gr di arancia candita
1 cucchiaino di polvere lievitante
La punta di un cucchiano di bicarbonato
Buccia d’arancia
Buccia di limone
1 uovo più goccio di latte per spennellare
4/5 chiodi garofano
1 cucchiaino raso di cannella
1 cucchiaino raso di noce moscata
(oppure al posto di questi ultimi 3 ingredienti il pisto)

PROCEDIMENTO
La prima cosa da fare è tostare le mandorle a fuoco basso sulla teglia del forno. Poi in un mixer con la lama aggiungiamo l’arancia candita, la scorza dell’arancio e del limone e le nostre spezie. Facciamo tritare bene per qualche minuti. Ne verrà fuori un composto gommoso. Aggiungiamo al mixer 70 gr dei 200 gr di mandorle e rendiamole in polvere insieme al mix di spezie già macinato prima. In una ciotola setacciamo la farina con lo zucchero, il bicarbonato e il lievito e aggiungiamo l’impasto con le spezie. Tagliamo grossolanamnte il resto delle mandorle e aggiungiamole nella ciotola. Versiamo il succo d’arancia e impastiamo per almeno 10 minuti. L’impasto ottenuto sarà simile alla pasta frolla. A questo punto diamo la forma ai nostri roccocò. Ricaviamo dei salsiciotti e poi uniamoli a mo’ di ciambella. Se volete essere sicuri che abbiano tutti la stessa dimensione basterà pesare le palline d’impasto e assicurarsi che abbiano tutte lo stesso peso.
Porre in forno, spennellandoli con l’uovo e il latte, per 20 minuti circa a 180°. Controllate la cottura e toglieteli quando saranno di un bel marroncino chiaro come nella foto, alcuni forni richiedono qualche minuto in più.
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Delizie al limone

Durante gli ultimi giorni di lavoro un mio ex collega portò con sè un libro di ricette incredibile: “Dolci del Sole” di Sal de Riso edizione Rizzoli. Che meraviglie! Quelle foto mi hanno riportata immediatamente a casa e anche se fuori il cielo era di un grigio inverno Berlinese, d’improvviso il sole contenuto in quelle pagine mi ha riscaldato il cuore. Se avete la possibilità di acquistarlo, fatelo senza nemmeno un attimo di esitazione, io invece, approfittando del poco lavoro di quei giorni, mi sono ricopiata con pazienza certosina le ricette che mi piacevano di più. Tra queste c’è la Delizia al limone. La ricetta non è delle più facili al mondo, questo lo dico non per puro nutrimento del mio ego pasticcifero, ma semplicemente perché il mitico Sal ha rivelato a noi profani i suoi segreti di pasticciere, che per i non addetti ai lavori rimarranno sempre nebbiosi. Per dirne una la temperatura delle creme da controllare con il termometro. Personalmente ho improvvisato le fasi più tecniche ma per il resto ho pedissequamente seguito le sue istruzioni ottenendo un ottimo risultato. Vi consiglio di leggere prima tutte le fasi della ricetta così che potrete organizzarvi meglio il tempo e capire cosa fare prima e cosa fare dopo. Affidatevi quindi al grande maestro Sal e non temete: i vostri dolcetti al limone saranno “deliziosi” davvero!!

Prima di procedere con dosi e procedimento volevo spendere due parole sugli stampi. Io a Napoli ho facilmente trovato gli stampini per le delizie. Un posto dove potete trovarle è: https://www.facebook.com/rosamaria.milano?ref=ts&fref=ts Oppure potete provare come al solito su internet, si tratta di piccole cupolette in metallo. In alternativa, se proprio non riuscite a trovarle, ho visto alcuni farle con le teglie per i cupcake.

La ricetta dice che sono per sei persone. Con queste quantità a me sono venute 8 delizie…quindi ehm vista la golosità del dolce vi consiglio in caso foste davvero 6 persone di raddoppiare le dosi ehehehe

INGREDIENTI PER IL PAN DI SPAGNA

150 gr di uova intere (ossia circa 3 uova)

90 gr di zucchero

40 gr di farina

25 gr di fecola

25 gr di mandorle dolci pelate

1/2 limone

1/2 baccello di vaniglia

1 pizzico di sale

INGREDIENTI PER LA CREMA AL LIMONE

40 gr di tuorlo (2)

40 gr di zucchero

40 gr succo di limone

40 gr di burro

INGREDIENTI PER LA CREMA PASTICCERA AL LIMONE

180 gr di latte fresco intero

80 gr di panna liquida

80 gr di tuorlo

60 gr di zucchero

15 gr di amido di mais

1 pizzico di sale

1 limone

1/2 baccello di vaniglia

PER LA BAGNA AL LIMONCELLO

30 gr di acqua

30 gr di zucchero

50 gr di limoncello

1/2 limone

PER LA FARCITURA

110 gr di panna montata zuccherata

60 gr di latte intero fresco

30 gr di limoncello

RICAPITOLIAMO COSA COMPRARE: Quindi vi occorreranno una decina di uova (io ho comprato quelle L). La farina, la fecola, le mandorle, un baccello di vaniglia bourbon, il burro, l’amido di mais sinceramente non lo trovo qui e ho messo la farina, il limoncello, la panna da montare, direi la confezione grande di panna hoplà e soprattutto i limoni di sorrento!!! Ovviamente Sal usa i prodotti della nostra terra, se trovate i limoni di sorrento beati voi, fanno un profumo incredibile. anche a distanza. Se come me siete lontani dalla costiera amalfitana vi consiglio di utilizzare dei limoni biologici. Gli altri limoni sono trattati chimicamente e visto che dobbiamo grattuggiarne la buccia, sarebbe meglio comprare quelli bio.

PROCEDIMENTO PER IL PAN DI SPAGNA

Rompete le uova e separate gli albumi dai tuorli. Sbattete con le fruste elettriche i tuorli 40 gr di zucchero, la buccia grattuggiata del limone e la polpa della vaniglia. Per prendere i semini da un baccello di vaniglia, dovrete tagliarlo lungo il senso della lungezza e ricavarne una leggerissima polpa. Si, è normale se ne esce poco…quanta vaniglia volete mettere?? 😀 Sbattete per almeno una decina di minuti. A parte montate a neve gli albumi con il restante zucchero. Tostate e poi frullate le mandorle che unirete alla farina, all’amido e al pizzico di sale. Anche qui io ho usato solo la farina (quindi senza amido). A questo punto dovrete unire gli albumi e la farina a poco alla volta, facendo attenzione a non smontare le uova. Aggiungete prima un cucchiao di farina e uno di albume e poi con una spatola li incorporate alle uova con movimenti circolari e non troppo veloci. Quando avrete finito, versate il composto nelle cupolette e mettete in forno a 170° per 15 minuti.

PROCEDIMENTO PER LA CREMA DI LIMONE

Spremete il succo di limone e grattuggiarvi dentro la buccia. Lasciare in infusione per almeno una ventina di minuti. In un pentolino sbattere i tuorli con lo zucchero e poi incorporarvi delicatamente il succo di limone. Ora Sal dice di porre il pentolino sul fuoco e di portare la crema ad una temepratura di 80°. Io vi consiglio innanzitutto di tenere la fiamma veramente bassissima e di utilizzare un pentolino dal fondo doppio perché trattandosi di uovo e basta questo tenderà a bruciarsi e noi non vogliamo fare un’omelette al limone 😛 Per quanto riguarda la temepratura io sonon andata ad occhio e ho spento appena ho visto la prima bollicina. A questo punto è necessario bloccare la cottura immergendo il pentolino in un bagnomaria di acqua fredda. Quindi prima di mettere il pentolino sul fuoco preparatevi una ciotola piena di acqua fredda, così che poi potretete subito metterci il pentolino. Questo serve in qualche modo ad evitare il formarsi di batteri. Poi dice di lasciar raffreddare fino a 50°, io l’ho tenuto in acqua fredda per qualche minuto. Incorporiamo il burro tagliato a pezzetti ed emulsioniamo con un mixer in modo da ottenere una crema liscia a vellutata. Coprire con una pellicola e mettere in frigo.

PER LA CREMA PASTICCERA AL LIMONE

Unite in un tegame il latte, la panna e le buccie di limone. Portare a bollore dopodichè lasciare in infusione per almeno un’ora. In un video che ho trovato sul web Sal consiglia di lasciare in infusione tutta la notte. Se avete tempo quindi io vi consiglio di farvi il pan di spagna e l’infusione la sera precedente. In un altro tegame montiamo i tuorli con lo zucchero, i semini di vaniglia, l’amido e il pizzichino di sale. Gradualmente aggiungiamo il latte e la panna dopo averli filtrati. Sal dice di cuocere a 82°per circa un minuto Io ho spento quando si è addensata. A questo punto, senpre per bloccare il processo di formazione dei batteri, Sal dice di versare immeditamente la crema su un piatto di alluminio e porre in freezer per 20 minuti e poi riporre in frigo coperto da pellicola trasparente. Io sinceramente ho passato la mia infanzia e adolescenza con mio padre che mi diceva che mettere le cose caldo in frigo fa aumentare la bolletta e fa rompere il frigo. Quindi pur fidandomi del mitico Sal, ho voluto evitare di donare ulteriori soldi alla Vattenfall (compagnia elettrica tedesca). Quindi ho versato la crema in un piatto e dopo averla fatta raffreddare l’ho messa in frigo.

PER LA BAGNA

Stemperate l’acqua e lo zucchero in una casseruola a fiamma bassa. Aggiungete la scorza grattuggiata del limone e infine dopo aver tolto il pentolino dal fuoco il limoncello. Personalmente ho trovato la dose per la bagna un po’ pochina, i pan di spagna erano rimasti troppo asciutti e ho dovuto rifarla.

LA COMPOSIZIONE DEL DOLCE

Amalagamate le due creme (quella al limone e quella pasticcera) ben fredde. Aggiungete 30 gr di limoncello e qualche cucchiaiata di panna. Mescolate bene e poi con l’aiuto di un sac-a-poche farcite internamente le cupole di pan di spagna. Basterà praticare un piccolo forellino su fondo col beccuccio della siringa e poi premete dentro la crema. Ponete le delizie ancora “nude” su un piatto e irrorate con la bagna. Alla crema rimasta aggiungiamo altra panna (80gr…o comunque lasciatene un po’ per la decorazione finale). Aggiungete ancora un po’ di latte, 40 grammi. Trasformando così la crema in una glassa morbida. Con un colino versare la crema su ogni cupoletta oppure immergete la cupoletta nella crema e poi disponete sul piatto da portata. Decorare con dei ciufetti di panna e scorza grattuggiata di un limone….e ora deliziatevi!!!

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Sanguinaccio

Ci tengo subito a specificare che questa è una ricetta cruelty free 😀 Quindi miei cari vampiracci assetati di sangue mi spiace deludere le vostre aspettative ingannati dal titolo, in questa ricetta non v’è traccia di sangue alcuno!!! Trattasi di un buonissimo e caloricissimo budino al cioccolato cui in passato veniva aggiunto anche il sangue del maiale. So che in alcuni paesi d’Italia la ricetta viene fatta ancora con l’aggiunta del sangue. Io ho brevi ricordi d’infanzia in cui ero terrorizzata dal sanguinaccio anche se nessuno della mia famiglia ha mai aggiunto il sangue al suo interno. Le quantità della ricetta prevedono la realizzazione di una bella ciotolona colma di sanguinaccio, perché se Carnevale deve schiattare facciamolo schiattare come si deve. Se ritenete che 600 grammi di zucchero siano troppo dimezzate le dosi e smettete di comprare la nutella 😀

P.s. La ricetta era scritta da calligrafia anteguerra sconosciuta sul retro del foglietto di carta su cui c’era la ricetta delle chiacchiere.

INGREDIENTI

600 gr di zucchero

150 gr di cacao amaro

60 gr di farina

1 litro di latte

150 gr di cioccolato fondente

1 noce di burro

1 bustina di cannella

1 bustina di vanillina

goccine di cioccolata

PROCEDIMENTO

Ponete in una ciotola tutti gli ingredienti secchi. Vi consiglio di setacciarli bene, soprattutto il cacao in modo da evitare la formazione di grumi. Trasferite tutto in una pentola e sempre a freddo fate scendere a filo il latte e mescolate. L’operazione dovrà essere fatta lontana dal fuoco. Una volta amalgamati bene gli ingredienti, porre sul fuoco a fiamma bassa e cominciare a mescolare. Dopo circa una decina di minuti in cui lo zucchero si sarà sciolto, aggiungere il cioccolato a pezzetti. Mescolate e dimenticatevi del vostro braccio per almeno mezzora. Nel frattempo potete vedere un telefilm o leggere un libro con l’altra mano 😀 La cioccolata comincerà a rapprendere, quando sarà diventata bella cremosa e non scivolerà più velocemente dal cucchiaio aggiungiamo un cucchiaio raso di burro, che dona lucentezza alla nostra crema. Lasciar raffreddare e servire con una manciatina di goccine di cioccolato sulla superfice. Da consumare preferibilmente insieme alle chiacchiere, vedi ricetta precedente.

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Le chiacchiere

Ecco la prima ricetta di carnevale. Questo dolce a Napoli si fa l’ultimo giorno di carnevale insieme al sanguinaccio e alla lasagna. Affinchè “Carnevale” possa schiattare di cibo ehehe. Questa ricetta me l’ha passata la mia mamma su skype, mostrandmi direttamente il vecchio foglietto della carta del pane sul quale è scritto e sul quale viene conservata negli anni la ricetta.

INGREDIENTI

500 gr di farina

150 gr zucchero al velo

1/2 bicchiere di vino bianco secco

5 uova

1 fialetta di aroma al rum oppure un bicchierino di rum

1 bustina di vanillina

1 limone

1 arancia

sale fino

1 pizzico di sale

PROCEDIMENTO

Versate sul piano di lavoro la farina e 100 gr di zucchero il resto servirà per spolverizzare le chiacchiere. Fate la fontana e al centro ponete le uova la scorza grattuggiata del limone e dell’arancia, la vanillina e l’aroma di rum. Cominciate ad impastare e aggiungete il vino bianco fino ad ottenere un impasto morbido e compatto. Stendiamo la pasta col matterello o con la macchina per stendere la pasta. Lo spessore dovrà essere non troppo sottile. Con l’aiuto di una rotellina dentata tagliamo tante striscioline di pasta che poi io ho attorcigliato leggermente a mo’ di boccolo per ricordare la forma delle stelle filanti. Mettiamo l’olio in una pentola dai bordi alti e immergiamo le nostre chiacchiere. Facciamolo dorare e poi le mettiamo ad asciugare su un piatto con della carta assorbente. Infine spolverizzare con zucchero al velo. Da mangiare preferibilmente con il sanguinaccio segue ricetta.

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Struffoli

Lo so arriva in ritardo, anzi è proprio il caso di dire che “arriva dopo i fuochi” come diciamo a Napoli. Il fatto è che non ho avuto tempo di metterla prima e penso che la ricetta degli struffoli valga sempre la pena di essere postata!! Ah mi scuso in anticipo coi vicini di casa per non aver condiviso con loro gli struffoli, sono troppo struffolo-dipendente, li ho mangiatti tutti *___*

INGREDIENTI

500 gr di farina

5 uova intere

1 bicchierino di anice

25 gr di burro

1 pizzico di sale

olio per friggere

500 gr di miele duro

confettini

ciliegine candite

PROCEDIMENTO

Setacciamo la farina su una spianatoia e facciamo un buco bello largo al centro in cui metteremo le uova, il sale, l’anice e il burro. Sbattiamo le uova con una forchetta, poi mano mano le incorporiamo alla farina impastando con le mani. Impastiamo finchè otterremo un composto sodo ed eleastico. Tagliamo la prima fettina di impasto cui daremo la forma di un salsiciotto, facendo scorrere l’impasto tra il palmo della mano e la spianatoia. Ricaviamo con un coltello tante piccole palline, un po’ come si fa per gli gnocchi. Friggere le palline in abbondante olio di oliva. Vi raccomando di non fare le palline troppo grosse perchè queste a contatto con il calore dell’olio si gonfieranno. Di volta in volta mettiamo ad asciugare le palline in una ciotola foderata di carta assorbente. Una volta fritte e soprattutto dopo esserci assicurati della loro bontà facendocene cadere una manciatina in bocca, sarà il momento di caramellizzarle. Per friggere io scelgo una pentola dai bordi alti e non la padella, perché gli struffoli che portano con se’ qualche manciata di farina tendono a far schiumare tanto l’olio. Quindi io pulisco la pentola dove ho fritto e ci verso dentro il miele. Il miele da scegliere non sarà quello liquido ma quello compatto. Io ho trovato un miele molto cremoso e non trasparente, a Napoli generalmente uso un tipo di miele duro che va sciolto prima a bagnomaria. Quindi dopo aver sciolto il miele nella pentola a fiamma bassa, agiungiamo gli struffoli e giriamo. Facciamoli caramellare un po’, poi quando sono ancora caldi versiamo su un piatto da portata. E’ necessario versarli subito perché il miele si rapprende e dopo sarebbe impossibile tentare di staccarli dalla pentola. Decoriamo con confettini e ciliegine candite.

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Il Pandoro

Per questa ricetta volevo fare un video, ma poi non ci sono riuscita, troppo lungo, mi sono dimenticata di registrare alcune fasi e quindi nulla. Spero dalla descrizione si capisca lo stesso.

L’ingrediente fondamentale per questo dolce natalizio è il TEMPO. Potete iniziare a farlo la mattina molto presto per poi finire la sera, oppure come faccio io cominciare a farlo il pomeriggio e cuocerlo la mattina seguente. Procurarsi uno stampo per pandoro non dovrebbe essere molto difficile, durante il periodo natalizio molto negozi lo vendono, al massimo potete provare a comparlo su internet. La farina deve necessariamente essere la Manitoba. L’anno scorso ho provato a farlo con altre farine perché qui in Germania non la vendono al supermercato, ma i risultati sono stati più che deludenti, poi ho finalmente trovato un negozietto carinissimo che vende solo farine. Per quelli interessati che vivino a Berlino scrivetemi un messaggio e vi darò indicazioni più dettagliate sul negozio. Ovviamente se avete l’impastatrice beati voi, il lavoro sarà molto più facile, altrimenti vi assicuro che anche a mano verrà benissimo. Io ho usato le fruste dello sbattitore elettrico, quelle arricciate per intenderci.

INGREDIENTI

450 gr di farina manitoba

135 gr di zucchero

170 gr di burro

4 uova

21 gr di lievito di birra

acqua

1 cucchiaino di sale

1 bustina di vanillina

zucchero al velo per spolverizzare

PRIMA FASE

Ingredienti prima fase:

18 gr di leivito

60 gr di acqua tiepida

50 gr di farina

10 gr di zucchero

1 tuorlo a temperatura ambiente

Sciogliamo il lievito nell’acqua e versiamo in una ciotola. Setacciare la farina e lo zucchero, aggiungiamo il tuorlo e impastiamo per circa 6-7 minuti finchè l’impasto non risulta omogeneo. Il composto risulterà abbastanza fluido. Coprire con carta trasparente e un panno e far lievitare al caldo per 1 ora e mezza. Io l’ho messo sotto alle copertine.

SECONDA FASE

Ingredienti seconda fase:

200 gr di farina

1 uovo a temperatura ambiente

30 gr di burro

25 gr zucchero

2 cucchiai di acqua tiepida

3 gr di lievito

Sciogliamo il rimanente lievito nella poca acqua e uniamo al composto precedente la farina e lo zucchero setacciati, il burro, l’uovo e mescoliamo. Impastiamo per 10 minuti circa fino ad ottenere un composto liscio. Ricopriamo nuovamente con la pelliccola e il panno e rimettiamo il nostro pandorino a rifare un altro pisolino sotto alle coperte di 1 ora e mezza.

TERZA FASE

Ingredienti terza fase:

200 gr di farina

1 bustina di vanillina

100 gr di zucchero

2 uova

1 cucchiaino di sale

Incorporiamo all’impasto precedente le due uova, lo zucchero e la farina setacciati, il pizzico di sale e la vanillina. Impastiamo per 10 – 15 minuti, dopodichè spostiamo l’impasto in una ciotola imburrata. Ricopriamo con la pellicola e il panno e mettiamo a lievitare di nuovo per 1 ora e mezza al caldo.

QUARTA FASE

Prendiamo l’impasto che dovrebbe essere raddoppiato di volume e mettiamolo in frigo per 40 minuiti. A volte io ho saltato la fase dell’ultima leivitazione al caldo e ho messo direttamente l’impasto nel frigo a lievitare per 1 oretta, non ho notato differenze.Nel frattempo prepariamo il burro. Togliamolo dal frigo e tagliamolo a fette. Stendiamo le fette su un foglio di carta forno col matterello e lasciamole fuori dal frigo.

QUINTA FASE

Togliamo l’impasto dal frigo e lavoriamolo un po’ con le mani per renderlo uniforme. Poi stendiamo l’impasto col matterello fino a  formare una sfoglia rettangolare. Non dobbiamo stenderlo molto, il bordo deve restare cmq bello alto di 5- 6 centimetri, ci servirà solo per stendere il burro al suo interno. Disponiamo le fette di butto al centro, così come faremmo con la confettura quando si fa il rotolo. Pieghiamo l’impasto tre volte su se stesso a mo’ di portafoglio e poi stendiamo di nuovo con il matterello nel senso della lunghezza. Ripieghiamo ancora una volta l’impasto su se stesso a mo di portafoglio e rimettere in frigo per 20 minuti.

SESTA FASE

Riprendiamo l’impasto dal frigo. Stendiamo di nuovo con il matterello nel senso della lunghezza. Ripieghiamo ancora una volta l’impasto su se stesso a mo di portafoglio e rimettere in frigo per altri 20 minuti.

SETTIMA FASE THE FINAL COUNTDONW

Adesso cliccate sul video e togliete l’impasto dal frigo. Imburratevi le mani e lavorate leggermente l’impasto dandogli la forma di una palla. Imburrate lo stampo e spolverizzatelo con lo zucchero semoltato. Inserite la palla nell stampo rivolgendo la parte liscia sul fondo. Inserite nel forno spento e andate a dormire 😀

IL GIORNO DOPO…

Il pandoro dovrebbe lievitare nella sua parte finale dalle 4 alle 6 ore. Voglio essere onesta con voi, stanotte c’è restato per otto 😀

Il pandoro ha due diversi tempi di cottura. La prima prevede una temperatura di 185 ° per 15 minuti e poi 170° per 30 minuti. Per un totale di 45 minuti. Chiaramente come ogni dolce infilate dentro uno spaghetto pr controllare la cottura. Vi consiglio di mettere lo stampo nel ripiano più basso del forno, altrimenti la superfice che sarà livitata tantissimo finirà contro la resistenza del forno bruciandosi tutta. Appena si sarà cotto sformatelo subito perché altrimenti lo zucchero con cui abbiamo spolverizzato lo stampo lo farà attacare alle pareti. Spolverizzare con zucchero al velo e aspettare almeno un pochino che si raffreddi prima di mangiare!!!

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La Caprese

Ogni volta che dico ho fatto la “Caprese” le persone si aspettano un bel piattone pieno di mozzarella e pomodori. La caprese in realtà è anche un dolce buonissimo tipico campano. E’ il tipico dolce che si fa quando si preparano le prime torte insieme al salame di cioccolata. Tuttavia prima di arrivare alla vera caprese ho dovuto un po’ penare, c’era sempre qualcosa che mancava o che abbondava. Queste sono le quantità e la giusta procedura per una caprese perfetta. Questa torta inoltre è ottima anche per le persone affette da celiachia, non contenendo farina!!

INGREDIENTI

250 gr di mandorle pelate

150 gr di cioccolato fondente

200 gr di margarina

250 gr di zucchero

5 uova intere

1 bicchierino di rum

1 pizzico di sale

1/2 bustina di lievito in polvere

PROCEDIMENTO

Far tostare le mandorle nel forno per un massimo di 10 minuti, facendo molta attenzione affinchè non si brucino. Nel frattempo far sciogliere a bagnomaria la cioccolata. Frullare le mandorle nel mixer, sminuzzandole il più possibile ma senza renderle in polvere. Montare a crema il burro lo zucchero, il pizzico di sale e il rum, poi unire uno alla volta le uova. Attenzione io ho provato anche a separare i rossi e montare a neve i bianchi, ma questo procedimento aumenta la lievitazione e lo sconsiglio per questo tipo di torta che non dovrà crescere molto. Aggiungere il cioccolato fuso, facendo attenzione che non sia bollente o rischiate di cuocere le uova. Fate assorbire la cioccolata poi versate le mandorle e mescolate con una spatola. Aggiungete infine mezza bustina di lievito e continuate a mescolare con la spatola. Imburrate uno stampo di 24 cm di diametro e infarinate. In caso chiaramente di intolleranza al glutine potete spolverizzare con della farina di mais o di kamut. Versate il composto livellando per bene la superfice. Infornare a 160° per un massimo di 45 minuti. Quando sarà fredda capovolgerla su un piatto e spolverizzare con zucchero al velo. Ottima anche se messa in frigo.

Di biscotti all’arancia e polpettone

Il titolo di questo post suona un po’ come il titolo di quel film… “La farfalla e lo scafandro”. Il film non l’ho mai visto, ma vi assicuro che l’accoppiata per la cena di stasera è stata ottima 😀

Vorrei spendere giusto due parole sulle splendide giornate di primavera Berlinesi, che sarebbero ancora più belle se non andassi a lavorare, ma che si fanno gustare anche dal vetro di una finestra. Adoro questa primavera è così dolce e tiepida, proprio come una primavera dovrebbe essere. Da me al sud invece è sempre troppo violenta, passi dal cappotto alle bretelline. Lo so la maggior parte delle persone ama il caldo e l’estate. Io amo l’autunno, l’inverno…e il tepore delle giornate primaverili.

Oggi ho pensato di fare qualcosa con le arance, lo so che è un classico frutto invernale. A me però la spremuta fresca fa venire in mente i giardini e le belle giornate piene di sole come questa. Quindi coerentemente con la mia personale visione delle stagioni e dei suoi frutti ho preparato dei semplicissimi biscottini di pasta frolla al gusto di arancia e limone. E visto che dovevo preparare anche la cena ho preparato anche un buonissimo polpettonen mit Kartoffeln.

BISCOTTINI ARANCIA E LIMONE

Ingredienti

300 gr di farina

180 gr di burro

75 gr di zucchero

1 uovo

vanillina

la scorza grattuggiata di un arancia

la scorza grattuggiata di un limone (o fialetta di aroma al limone)

zucchero al velo

Procedimento

Fate la fontana con la farina, lo zucchero e la vanillina, precedentemente setacciati e messi su di un piano. Porre al suo centro l’uovo e l’intera scorza di un’arancia e di un limone (io ho usato l’aroma di limone). Disporre ai lati il burro a pezzetti e cominciate ad impastare con le dita partendo dai bordi, unendo man mano  il burro con gli ingredienti secchi fino ad arrivare al centro. Oppure potete fare come me: infilate tutti gli ingredienti in una ciotola ed impastate con le mani. Lavorate finché avrete ottenuto un impasto sodo a cui darete la forma di una palla. Ricoprite con un foglio di carta trasparente e lasciate riposare in frigo per circa un’ora.

Qualche consiglio in più per quanto riguarda la pasta frolla. A differenza delle torte e di tutti i dolci per i quali è prevista lievitazione, è importante che gli ingredienti siano freddi. Quindi si a burro e uova presi direttamente dal frigo. Inoltre per una buona riuscita è necessario che la parte grassa sia in percentuale minore rispetto a quella secca, altrimenti si spacca o addirittura si scioglie durante la cottura. Come avviene un po’ per i cookies aMMericani, dove il burro è in grossa percentuale, ma questo lo vedremo nelle prossime puntate.

Forse non ve ne potrà fregar de meno ma…qui il burro è buonissimo *___*

Burro con arancia spelacchiata – Natura morta.

È trascorsa più di un’ora ed è tempo di togliere la nostra pasta frolla dal frigo. A questo punto potete dare ai vostri biscotti la forma che più preferite, io ho scelto di tagliarli semplicemente con un coltello. Anche perché scarseggio un po’ in quanto a formine. Quindi ho diviso l’impasto in tre palline e ho dato ad ognuna la farma di un salsicciotto e poi ho tagliato con un coltello delle fettine….un po’ come facevo col pongo all’asilo… (oddio di nuovo il pongo!!). Lasciate in forno una quindicina di minuti a 180 gradi. Mi raccomando a non cuocerli troppo, devono solo imbiondirsi, altrimenti poi diventano troppo duri da mangiare. Lasciateli raffreddare oppure ustionatevi pure il palato per assaggiarli (la bolla che ho sotto al palato in questo momento vi fa ciao con la mano) e spolverate con tanto zucchero al velo!!

POLPETTONE (LO SCAFANDRO)

Ingredienti

500 gr carne macinata

1 uovo

parmigiano grattuggiato

pane (se di qualche giorno fà è meglio)

fiordilatte oppure provola oppure…. il triste formaggio bianco che qui mettono in un sacchetto di plastica con la dicitura “mozzarella”!!

prezzemolo

aglio

sale

noce moscata (opzionale)

4 patate grosse

Procedimento

Mette il pane vecchio a bagno nell’acqua per qualche minuto. Chiaramente meno è vecchio meno deve stare a mollo. Togliete via la crosta e strizzate ben bene la mollica che poi metterete in una ciotola. Aggiungete alla mollica, la carne, l’uovo, il parmigiano, un pizzico di sale, il prezzemolo, l’aglio tagliato a pezzetti piccoli…che manca? Una spolverata di noce moscata…insomma tutti gli ingredienti tranne le patate e la mozzarella. Impastate con le mani finché tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati.

Ponete sulla carta forno l’impasto di carne e stendetelo leggermente con le dita formando una sorta di quadrato. Ponete al centro i latticini tagliati a pezzetti e poi richiudete a mo’ di girella. Formate un bel salsicciottone e ponetelo in una teglia dove avrete messo un foglio di carta forno e un po’ d’olio d’oliva. Pelate le patate e tagliatele a spicchi e disponetele tutte intorno al polpettone. Io ho spolverizzato sulle patate e sulla carne un po’ di quelle spezie per gli arrosti che contengono anche un po’ di sale, se non mettete le spezie ricordatevi di aggiungere un po’ di sale sulle patate.

Mettere in forno e lasciate cuocere per almeno 1 oretta e mezza. Io in genere spengo il forno quando sono cotte le patate. Per vedere se le patate sono cotte allungate una forchetta nel forno e catturatene una direttamente dal tegame, chiaramente a questo punto diventerà più difficile scoprire la causa dell’ustione di quinto grado nel vostro palato.

P.s. nella foto il polpettone è sprovvisto di mozzarella perché mi sono dimenticata di comprarla…e non sono riuscita a convincere il mio ragazzo ad andare a comprarla.

I telefilm ci dicevano un sacco di bugie…i Cliff non esistono!!

San Giuseppe si è fermato a Berlino

Questo post arriva a scoppio ritardato, ma… il saggio dice: “Meglio una zeppola qualche giorno dopo…che non mangiarla proprio!”

Cari papà, ma anche care mamme, figli, zii, nipoti, amici, amanti, cani, gatti e il coccodrillo come fa… nel giorno della vostra festa, nel meridione, siete abituati a mangiare la Zeppola di San Giuseppe. La gente si accalca nelle pasticcerie del Sud come gli americani nei supermercati in seguito a qualche presunta minaccia ultraterrestre annunciata dalla CNN. Cosa fare se siete dei papà iMMigrati in un paese straniero? E per straniero non intendo Milano…lì forse qualche zeppola ancora riuscite a trovarla, intendo per tutti gli amanti della zeppola all’estero…la facciamooo… in casa!! ^__^

ZEPPOLA DI SAN GIUSEPPE

Questo dolce può essere fatto in due versioni: quella al forno e quella fritta. Chiaramente l’indice di bontà del prodotto è direttamente proporzionale al numero di calorie… e si sa che le cose fritte, sono più frittosamente buone! *__*

Io vi spiegherò entrambi i metodi. La preparazione base chiaramente è la stessa, poi le zeppole si troveranno ad un bivio alcune sceglieranno la strada verso il paradiso… le altre verso l’inferno di olio bollente!! Ma… si sa così va la vita… 😉

INGREDIENTI PER CIRCA UNA 15 INA DI ZEPPOLE (volevo contarle giuro ma molte finivano nella mia bocca prima di riuscirci!!)

Per la crema:

3 Rossi d’uovo

150 gr di zucchero

90 gr di farina

1/2 litro di latte

Per l’impasto:

150 gr di Farina (quando nn lo specifico è quella di tipo 00)

1 pizzico di sale

1 cucchiao di zucchero

4 uova intere (di taglia media)

250 ml di acqua

100 gr di burro

Per la Decorazione:

Ciliegine candite (quelle avanzate dai cupcakes 😛 )

Zucchero al velo

PREPARAZIONE

Versare in una pentola l’acqua, il burro, lo zucchero e il pizzico di sale e mettere sul fuoco a fiamma bassa (per chi come me usa le odiate piastre il numero 3 va benissimo). Con una frusta cercate di unire il composto (dico cercate perché se ben ricordate a scuola ci hanno insegnato che i corpi con densità minore galleggiano su quelli a densità maggiore -__-”) .

Appena vedrete apparire delle piccole bollicine ai lati sarà giunto il momento di versare la farina lentamente, mentre si continua a girare con la frusta. Dovrete mescolare aiutandovi anche con un cucchiao di legno che a questo punto potrà essere più utile, fino ad ottenere una palla bella soda. Per intenderci il colore dell’impasto sarà leggermente più scuro rispetto a prima e non si attaccherà più alle pareti della pentola.

A questo punto trasferite tutto in una ciotola e aggiungete le uova una alla volta. Aggiungete prima un uovo e poi lo incorporate all’impasto con il cucchiao di legno o con la frusta, e poi gli altri, fino ad ottenere un impasto cremoso ma non troppo. Se già al terzo uovo vedete che è tutto troppo liquido, mettetene solo tre. Di seguito le foto dell’impasto tolto dal fuoco e poi dopo l’aggiunta delle uova:

Prima

Dopo

A questo punto non ci resta che dare forma alle nostre zeppoline ed è qui che le nostre creature prenderanno due strade diverse, ma con l’unico scopo di compiacere le nostre papille gustative.

ZEPPOLINA AL FORNO

Riempite con l’impasto, una sacca a poche (io mi trovo bene con quella con i sacchetti di plastica usa e getta…sono più igenici e più facili da usare) a cui avrete aggiunto un beccuccio a stella. Cominciate a formare su una teglia con sopra un  foglio di carta forno dei cerchietti di pasta. I cerchietti possono avere la dimensione che preferite, chiaramente questo influenzerà la dimensione delle vostre zeppole. Mi piacerebbe dirvi il diametro dei miei cerchietti ma in matematica ero una frana e spazio e dimensioni per me sono un concetto del tutto personale e poco scientifico. Posso dirvi però che ho fatto due giri uno sull’altro con la pasta.

A questo punto infornate a 180°circa e fate cuocere per una ventina di minuti. Mi raccomando di non aprire il forno per nessuna ragione al mondo, nemmeno se al suo interno vi siete dimenticati un dito *__* la pasta choux è talmente delicata che anche solo se pensate di aprire il forno farebbe sgonfiare le vostre preziosissime zeppole. Lasciate quindi riposare dopo la cottura per qc altro minuto all’interno del forno caldo.

FRITTIERTE ZEPPOLINA JA

Potete creare la forma delle vostre zeppole in due modi o almeno io ne conosco solo due, se ne conoscete altri fatemelo sapere. Il più semplice, che poi è quello che ho adottato io, è di creare con la sacca a poche dei cerchietti di pasta su dei quadratini di carta forno che poi getterete nell’olio caldo insieme alla carta…così…

Dopodiché rimuovete la carta forno e lasciata la vostra zeppola libera e felice di sguazzare nell’olio…così…

Oppure potete formare il cerchio direttamente nell’olio aiutandovi con un cucchiaio. Immergete prima il cucchiaio nell’olio e poi create su di esso la forma e poi lo lasciate andare, e così via. Ma questa è la versione PRO.

Quando saranno belle dorate toglietele dalla padella e mettetele a sgocciolare su un foglio di carta assorbente oppure sulla carta del pane.

CREMA PASTICCERA

Mettete i 3 rossi d’uovo in un pentolino insieme allo zucchero e alla scorza grattuggiata di un limone (in alternativa potete usare le fialette di essenza di limone) e mescolate bene con una forchetta o se siete tecnologicamente avanzati, con uno sbattitore elettrico fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Dopodiché aggiungete la farina e un goccio di latte mescolando bene. C’è chi dice sia importante girare sempre nello stesso verso, sennò impazzisce. Io per scaramanzia autistica faccio sempre così ormai quindi non so cosa succede se s’invertono i sensi di marcia. A questo punto versate il resto del latte e ponete il pentolino sul fuoco. Dovete girare…girare….girare….gir…a…re…girare girare…finchè non sentirete che la crema si sta addensando. In genere dopo le prime bolle comincia già ad addensarsi. Dopo che sarà pronta lasciate raffreddare su di un piatto fondo.

DECORAZIONE

Riempite una sacca a poche con la crema pasticcera e riempite la superfice delle zeppole. Potete usare lo stesso beccuccio a stella se volete o uno più stretto. Posizionate anche qui la ciliegina sulla torta…una spolveratina di zucchero al velo….et voila….le zeppolen son pret a magner ^___^

Zeppole messe al confronto:

Zeppola al forno

Zeppola fritta:

Dice ancora il saggio: Ricordiamoci che il mondo è bello perché è vario e che non dobbiamo discriminare una zeppola solo perché ha deciso di cuocersi al forno oppure di friggersi…la nostra panza è grande abbasta per tutte e due. ^___^

Zeppola di San Giuseppe

Zeppola di San Giuseppe