Feed RSS

Archivi del mese: giugno 2013

PANE FATTO IN CASA

Io adoro il pane. Potrei vivere solo mangiando pane. Quando non lo mangio e mi capita spesso ultimamente, mi sento come se non avessi mangiato nulla. Il pane che trovo qui in Germania è molto buono, ma mi manca tantissimo anche la pagnottona di pane cafone, con la crosta croccante e l’interno gommoso che mangiavo a Napoli. Questo pane che sto per proporvi è un’ottima via di mezzo. La ricetta l’ho presa dal blog di Vittorio, di vivalafocaccia.com. Farsi il pane da soli è un’attenzione in più che facciamo verso noi stessi. Comprare una farina biologica o di cui conosciamo la provenienza lo è ancora di più. Ogni giorno sentiamo nascere intolleranze verso alimenti che un tempo mangiavamo in tutta tranquillità. Farsi il pane in casa ogni tanto è un modo per volersi bene, per divertirsi e per mangiare qualcosa di sano. Vi consiglio di provare a farlo perché i risultati sono davvero ottimi.

INGREDIENTI

310 gr di acqua tiepida

20 gr di lievito di birra

9 gr di sale

380 gr di farina 00

PROCEDIMENTO

Trovo sia molto comodo cominciare la preparazione di questo pane la sera precedente, in modo che i tempi di lievitazione siano quelli giusti e noi possiamo posare tranquillamente la testa sul cuscino lasciando che il frigo faccia tutto da solo. Il giorno seguente potremo avere sulla nostra tavola una bella e fragante pagnotta calda. Questo è il modo in cui l’ho fatta io, per ulteriori accorgimenti vi consiglio di andare a dare un’occhiata al blog di Vittorio. Purtroppo il mio forno non mi permette di seguire alla regola tutti i suoi consigli, cionostante ho ottenuto un pane che non aveva nulla da invidiare a quello che si compra nei negozi. Per prima cosa misuriamo l’acqua che dovrà essere tiepida e non bollente. Sciogliamo il lievito nell’acqua direttamente nella ciotola dove impasteremo e poi aggiungiamo metà della farina. Impastiamo con l’aiuto di una spatola in silicone. Aggiungiamo il sale e amalgamiamo bene. Poi versiamo la restante farina e continuiamo ad impastare con la spatola. Otterremo così un impasto leggermente umido e appiccicoso. Trasferite l’impasto in un contenitore col coperchio oppure ricopritelo con carta trasparente e tenetelo in luogo asciutto e al calduccio per almeno due ore. Trascorse le due ore poniamo la ciotola direttamente in frigo. Potete ad esempio fare l’impasto, prima o dopo cena e poi prima di andare a dormire lo mettete in frigo. Se il giorno dopo non doveste avere il tempo per infornarlo non preoccupatevi perché l’impasto può essere conservato in frigo fino a 2-3 giorni. Prendiamo l’impasto dal frigo, versiamo un po’ di farina sul piano di lavoro e sulla superficie dell’impasto, essendo molto molle si appiccica alle dita. Non dovremo lavorarlo molto semplicemente dargli una forma. Schiacciate un po’ l’impasto, piegatelo su se stesso e poi col palmo aperto strofinate contro il piano da lavoro in modo da formare una palla. Coprite con un panno e lasciate lievitare ancora per 1 ora. Trasferite la palla su una teglia con della carta forno e infornate. Fate dei tagli al centro con una lametta in modo da facilitare la cottura.  E’ raccomandabile porre in forno insieme alla teglia, una pentola (priva di manici in plastica che potrebbero sciogliersi nel forno) con dell’acqua in modo da mantenere umido l’ambiente del forno. Io vi dico che non lo faccio perché il mio forno non me lo consente e il pane mi è venuto splendido lo stesso. Dovrà cuocere dai 30 ai 40 minuti a 220°. Importante: lasciar raffreddare prima di addentare, sarà difficile ma le vostre papille gustative vi ringraziereanno per la clemenza ehehe

445

 

Macaron

Era da tempo che volevo cimentarmi nella preparazione di questi “fotogenicissimi” dolcetti francesi. Mi spaventava un po’ l’idea di farli perché immaginavo richiedessero un forno sicuramente migliore di quello cui dispongo adesso. Ho seguito invece dei piccoli accorgimenti che ho trovato davvero utili e che condividerò con voi. Per quanto riguarda il sapore, questi fragilissimi dolcetti sono ideali per l’ora del te. Hanno un sapore così delicato che si scioglie in bocca, morbidi e dolci al punto giusto. Sono un’idea molto carina per un regalo se conservati in un barattolino di vetro o in una graziosa scatolina.

INGREDIENTI

(Per circa 25 macaron e una 50ina di cialdine)

3 albumi a temperatura ambiente

50 gr di zucchero

200 gr di zucchero al velo

120 gr di farina di mandorle

1 pizzico di sale

1/2 cucchiaino di cremore di tartaro

PER LA CREMA AL BURRO E LAMPONI

120 gr di burro morbido

75 gr di zucchero al velo

150 gr di lamponi

PROCEDIMENTO

Con l’aiuto delle fruste elettriche o di un robot da cucina montare a neve gli albumi, i 50 gr di zucchero e la puntina di cremor tartaro. Il cremor tartaro lo trovate facilmente in farmacia, se non lo trovate potete anche ometterlo e non succederà nulla. E’ molto importante che le uova siano a temperatura ambiente. Montateli per almeno 10 minuti, finchè non diverranno ben sodi. Fate la prova girando la ciotola per vedere se restano fermi. A questo punto aggiungiamo il colorante. Io ho usato quello in gel, aggiungetene una goccina per volta in modo da regolarvi bene con il colore. Considerate che in forno tenderanno a perdere un po’ di colore. Setacciamo la farina di mandorle e lo zucchero insieme. Non omettete questo passaggio perché più fine sarà la farina e meno si romperanno le meringhe. Buttate via i pezzetti grossi che risulteranno dopo aver usato il setaccio. Se non trovate la farina di mandorle, potete crearla voi macinando molto finemente delle mandorle in un robot da cucina. Vi consiglio di utilizzare quelle già spelate. Aggiungiamo ora la farina setacciata con lo zucchero agli albumi. Utilizzate una spatola e fate dei movimenti lenti dall’alto verso il basso, come quando si vuole fare il pan di spagna. Fate in modo da non smontare gli albumi e non mescolate troppo. L’impasto dovrà risultare cremoso e corposo. E’ arrivato il momento di dare forma ai nostri dolcetti. La cosa più difficile è farli tutti della stessa grandezza. Se desiderate che siano tutti precisi, potete disegnare su un foglio dei crerchi con un compasso tutti della stessa grandezza. Il diametro dovrà essere poco più grande di una moneta da due euro. O se preferite potete farli anche più grandi. Ponete il foglio sulla teglia sotto la carta forno in modo che potrete facilmente intravederne i contorni. Riempite un sac à poche con l’impasto, utilizzando un beccuccio liscio e create delle meringhe, seguendo prima il perimetro e poi riempiendo l’interno. Non mettete troppo impasto. Dopo che li avrete riempiti tutti. Sfilate con attenzione il foglio dalla carta forno e passate all’altra teglia. Ci sono adesso due accorgimenti molto importanti affinchè i macaron non si rompano in superficie. Il primo consiste nello sbattere la teglia due volte in un senso e due volte nell’altro in modo da far fuoriuscire l’aria dall’impasto e l’altro è quello di lasciar riposare per almeno 30 minuti le meringhe prima di infornarle. La ricetta dice di cuocerli a 180° per 20 minuti. Per il mio forno sono bastati 10 minuti. Quindi controllate bene. Quando saranno cotti lasciateli raffreddare prima di staccarli dalla carta forno. Sono molto delicati e potrebbero rompersi nel tentativo di farlo, vi consiglio quindi di tirare la carta anzichè la meringa.Nel frattempo prepariamo la crema. Schiacciamo in una setaccio i lamponi e ricaviamone un po’ di succo. Potete anche frullarli con il minipimer l’importante e che li passiate al setaccio per rimuovere i semini. Montiamo lo zucchero e il burro morbido con delle fruste elettriche o in un robot da cucina. Dopo aver ottenuto una crema liscia aggiungete poco alla volta tre o quattro cucchiai di succo di lampone e continuate a mescolare con le fruste. Fate attenzione che i lamponi non siano freddi di frigorifero o il burro potrebbe separarsi. A questo punto non ci resta che unire le nostre meringhe. Prendete un guscio e con l’aiuto di una spatola o di un sac à poche mettete un po’ di crema al burro, poi adagiate sopra un altro guscio, senza schiacciare troppo e così via fino a terminare tutti i gusci.

434 1 436 1