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Archivi del mese: aprile 2012

SchokoBueno Muffin

Per introdurre il trionfo cioccoloso che sto presentarvi oggi è necessaria un’adeguata colonna sonora:

Siete pronti? Slacciate bene le cinture perché dopo potranno andarvi troppo strette. Tenetevi ben saldi ai vostri cucchiaini perché vorranno tuffarsi autonomamente in questo gioiello della cioccolotisità.

Nato da una mente diabolica che al lavoro fantastica su nuove ricette da fare ecco a voi il chiattissimo:

SCHOKOBUENO MUFFIN

INGREDIENTI PER SEI SCHOKO BOMBE MUFFIN

2 uova

125 gr di burro

300 gr di farina

150 gr di zucchero

1/2 tazza di latte

1 bustina di paneangeli

1 pizzico di sale

1 bustina di vanillina

70 gr di cacao amaro in polvere

PER LA CREMA

125 gr di burro

70 grammi di zucchero al velo

50 gr di cacao amaro

PER LA DECORAZIONE

3 confenzioni di kinder bueno (di cui una da mangiare durante il procedimento)

scaglie di cioccolato bianco

PROCEDIMENTO

Mettete in una terrina il burro e lo zucchero e amalgamateli con una forchetta. Non imbrogliate, io non ho lo sbattitore elettrico, quindi per correttezza non lo farete nemmeno voi!! Unite al composto le uova. E’ necessario che le uova siano a temperatura ambiente altrimenti il freddo delle uova farà impazzire il burro che diventerà tutto granuloso. Se vi siete dimenticati di toglierle dal frigo e nn volete aspettare che si “ambientino alla temperatura” mettetele sotto l’acqua calda del rubinetto per qualche secondo.

Nel frattempo mettete il latte in un pentolino sul fuoco e fatelo riscaldare.

Unite al composto la farina, il pizzichino di sale e la vanillina. Vedrete che il composto diventerà un po’ duro, basterà aggiungere qualche altra goccina di latte (non quella sul fuoco).

Unite il lievito al latte tiepido e girate con un cucchaio. Il lievito a contatto con il calore del latte comincierà a schiumare. Versate subito la schiuma all’impasto e girate energicamente. Il cacao potete aggiungerlo prima o dopo la fase lievito.

Otterete così una golosissima crema cioccolosa che sarà difficile non assaggiare anche da cruda *___*

Per ottenere muffin di quella grandezza ho usato uno stampo per muffin di quelli grandi da sei.

Imburrate e infarinate gli stampi e versate metà del composto in ogni spazio. L’impasto è sufficiente per riempire tutti i biccherini.

Infornate a 180° e lasciate cuocere per circa mezzora. Controllate la cottura con uno spagetto.

Lasciate raffreddare i muffin e nel frattempo prepariamo la crema per la guarnizione.

Montare il burro con lo zucchero e il cacao amaro e lasciarlo in frigo almeno un’oretta.

Riempite una sacca a poche, a cui avrete aggiunto un beccuccio a stella,  con  la crema burrosa e guarnite il vostro muffin formando un cerchio sulla sue superfice.

Spolverizzate con una manciatina di scaglie di cioccolato bianco e poi infilate lateralmente un quadratino di kinder bueno.

Spero vi sia piaciuto, di seguito ancora qualche foto del fotogenico muffin!!!

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Ridi, ridi che Mary ha fatto gli GNOCCHI

Questo piatto è estremamente facile da fare rispetto a quanto si pensi.

Gli ingredienti infatti sono solo due: le patate….e la farina.

La riuscita degli gnocchi quindi è affidata a lei… LA PATATA!!

I primi tempi in cui ero qui per fare onore alla patria delle kartoffeln e soprattutto per fare onore ai nostri portafogli, abbiamo approfittato delle offerte fuori di testa dei supermercati tedeschi e un giorno abbiamo comprato 20 Kg di patate.

La mia intenzione era quella di cucinarci di tutto…ma ahimè…non tutte le patate riescono col buco!! Esistono infatti diversi tipi di patate e solo quelle a pasta più dura e farinosa sono adatte per fare gli gnocchi.

Se abitate anche voi in Germania e avete avuto lo stesso problema le patate da comprare sono le: mehlig kochende

INGREDIENTI:

Mi piacerebbe darvi le dosi ma… faccio tutto ad occhio. Diciamo quindi che ho usato circa una decina di patate piccole e mezzo kilo di farina. La proporzione dovrebbe essere un kilo di patate e 500 gr di farina, ma la farina va messa in base a quanta se ne tira l’impasto con le patate.

PROCEDIMENTO:

Fate bollire le patate insieme alla buccia per una mezzoretta circa. Chiaramente il tempo di cottura dipende dalla dimensione delle patate usate. Infilate una forchetta ogni tanto per vedere se sono cotte, quindi lasciatele raffreddare. Togliete la via la buccia delle patate che ora si staccherà facilmente. Ponete le patate su una spiantatoia e schiacciatele con uno schiacciapatate o fate come me che uso la mia fidatissima FORK AID… la forchetta!! A questo punto unite la farina un po’ alla volta. Sentirete che l’impasto diventerà sempre più gommoso. Fate assorbire tutta la farina ed impastate tirando la pasta con le dita e poi schiacciandola col palmo sulla spianatoia. Continuate finché non avranno assunto una consistenza compatta ma non troppo dura.

E’ giunto il momento dei salsicciotti. Tagliate con un coltello l’impasto in modo da formare delle palline a cui poi darete la forma di piccoli salsicciotti, facendo rotolare l’impasto sotto il palmo della mano aperta contro il piano da cucina. Scusate ma non ho foto… o impastavo… o fotografavo!!

Tagliate il salsicciotto in tanti piccoli pezzettini di pasta. Il nostro gnocco a questo punto si separa in tre diverse scuole di pensiero gnoccoso. C’è infatti chi lascia che abbia una forma quadrateggiante, tagliando appunto semplicemente i salsicciotti di pasta con un coltello, chi “incava ” gli gnocchi lasciando la superfice liscia e chi incava gli gnocchi lasciando la superfice a righine. Io che sono un genio ho studiato in tutte e tre le scuole:

Scuola A: alias lo gnocco quadrateggiante. Con un coltello, preferibilmente non dentato, tagliate il salsicciotto di pasta in tanti pezzetti della stessa dimensione.

Scuola B: alias lo gnocco classico. Riprendere la scuola A e incavare lo gnocco quadrateggiante. Ponete il vostro gnocco su una superficie liscia, mettete al suo centro il dito indice e con una leggera pressione fatelo scivolare sullo gnocco. Otterrete così uno gnocco concavo e liscio.

Scuola C: alias lo gnocco a strisce. Riprendere la Scuola A e portatela fino alla prima fase della scuola B. Ponete il vostro gnocco su una forchetta, mettete al suo centro il dito indice e con una leggera pressione fatelo scivolare sullo gnocco. Otterrete così uno gnocco concavo e a strisce.

Et voilà, le gneux son fait!

Io per condirli ho usato un semplice sugo di pomodoro, (finta) mozzarella e parmigiano.

Dio benedica gli gnocchi!!

Törtchen aus der Tasse

Per fare questa ricetta mi sono ispirata ad una  rivista che ho comprato qui che si chiama “Cupcake Heaven”.

La ricetta è un po’ diversa e invece della Tasse ho usato una di quelle ciotoline di creta che si usano per la cocotte.

In realtà ho fatto la ricetta solo perché avevo comprato le cocottine 😀

Quanti cupcake potrò mai fare da questo ricettario??

Lo scoprirete nelle prossime puntate!!

INGREDIENTI (per sei cocottinecupcake)


125 gr di Burro

6 cucchiai di Marmellata di albicocche

125 gr di Zucchero

2 Uova

1 bustina di Vanillina

125 grammi di Farina

1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci (pandegliangeli n.d.r.)

Zucchero al Velo

PROCEDIMENTO

Preparare il forno a 180°. Mettete un cucchiaio di marmellata in ogni tazzina cocottina… così:

Preparate un impasto con il burro e lo zucchero. Montate l’impasto a crema. Potete usare un tecnologissimo attrezzo da cucina…la forchetta!! Dopodichè aggiungete all’impasto due uova a temperatura ambiente.  Aggiungete la farina, la vanillina e il lievito. Dopo aver ottenuto un impasto abbastanza cremoso riempite l’atra metà delle ciotoline. E’ davvero importante che l’impasto non superi la metà del contenitore altrimenti tutto strariperà dai bordi cocottosi delle taSSine.

Vedete come ho fatto io? Non copiate e mettetene molto meno 😀

Disponete le tazzine nella teglia del forno e aggiungete acqua al suo interno. Così:

Lasciar cuocere per circa 40 minuti e controllare la cottura con uno spaghetto o uno stuzzicadenti. Se esce ancora bagnato significa che le tortine devono cuocere ancora. A questo punto la ricetta in tedesco dice che bisogna mettere sopra le tortine un foglio di carta alluminio appena cominciamo a vedere che la superficie si imbrunisce. Ma io non ho capito se la cottura doveva essere completata in questo modo. Quindi ho saltato questa fase!!

Ed ecco il risultato:

Ma tu vuliv a pizza…a pizza…a pizza…

Sottotitolo – Il trionfo dello stereotipo nella società teutonica.

Lo so che la state cantando, ancheggiando e sostituendo ad ogni parola del testo un mmm…mmm…autoterminante con that’s amore e tupitupitè….e past e fasul….

Perché si! Sono di Napoli e la pizza mi manca come mi mancano mammà e papà. Perché si! Se incontro un altro napoltano è normale che questo mi chieda: “Tu la pizza a Napoli dove la vai a mangiare?” Perché si! La bufala è l’animale sacro per eccellenza. Perché si! La pizza è quella che mangio a Napoli… e tutte le altre sono pietanze che hanno preso in prestito il suo nome. Non vuole essere un discorso discriminatorio… semplicemente… la PIZZA lasciatela fare a noi NAPOLETANI!!!

Prima di andare avanti ci tengo a precisare che stavo scherzando, che sono la vergogna di Napoli e che mi mangio pure la pizza surgelata, quella col kiwi e quella di pizza hat 😀

INGREDIENTI

Dosi per circa 5 teglie di pizza

1 kg e mezzo di farina (preferibilmente quella indicata per fare la pizza… ma a me viene bene anche con una semplice 00)

1 cubetto di lievito di birra (se usate quello tedesco) 2 cubetti di lievito (se usate quello italiano)

1/2 litro di latte

2 cucchiai di zucchero

1 cucchiaio e mezzo di sale

2 scatole di pomodori pelati

1 spicchio d’aglio

Olio di oliva

Foglie di basilico (opzionale)

Mozzarella. Parliamone:

– Se siete in Italia, non usate la mozzarella di bufala sulla pizza prima di infornarla. Essendo piena di latte, con la temperatura del forno perderebbe tutto il liquido in fase di cottura e  il latte si spargerebbe sulla pizza con pessimi risultati. Se volete mettere la mozzarella di bufala sarebbe più opportuno aggiungerla a fettine dopo che la pizza è cotta e giusto qc minuto prima di toglierla dal forno. Il latticino migliore da usare in questo caso a parer mio è il fiordilatte. Il fiordilatte questo sconosciuto:

Se chiaramente siete dei poveri sfigati come me allora usate pure 3 mozzarelle Santa Lucia. P.s. per i teutonici: le mozzarelle JA sono le più indicate perché sono quelle a pasta più dura e resistono quindi di più alla temperatura del forno.

Parmigiano grattuggiato

Carta forno

PROCEDIMENTO

Chiaramente quella che staremo per fare miei piccoli pizzaioli in erba, non è la pizza che mangiate in pizzeria. Il procedimento è completamente diverso, molto lungo e che richiederebbe avere in casa  il miracolo della non tecnologia…il forno a legna! La nostra sarà infatti più nello stile della pizza al taglio.

Ponete all’interno di una ciotola molto grande (mooolto grande…) la farina, il sale, un cucchiaio (raso) e mezzo di sale  e un cucchiao di zucchero. Mettete a scaldare il latte in una pentola, non deve bollire ma deve essere abbastanza caldo. Toglietelo dal fuoco, aggiungete l’altro cucchiao di zucchero e sciogliete il cubetto di lievito al suo interno.

Adesso versate lentamente il latte nella farina e cominciate a girare mettendo il palmo della mano all’ingiù leggermente aperto, come se fossero le fruste di una impastatrice e cominciate a girare. Mano mano aggiungete tutto il latte. Se il latte non dovesse essere abbastanza aggiungete dell’acqua calda dal rubinetto. Impastate con le mani con movimenti circolatori, spremendo l’impasto tra le dita. Cercate sempre di creare delle bolle d’aria con i movimenti. Non lavoratelo molto, ma anzi lasciatelo non appena tutta la farina sarà assorbita. E’ necessario che l’impasto resti leggermente molliccio così:

Ricoprite la ciotola con della pellicola trasparente e mettete a lievitare sotto a delle coperte per almeno due ore.

Trascorse le due ore svegliate il vostro bambino che sarà raddoppiato se non triplicato nelle dimsnioni. Si sa i bambini crescono durante il sonno. Spargete un po’ di farina su di un piano e ricavate dall’impasto 5 pagnottelle delle stesse dimensioni. Prima di prendere l’impasto dalla ciotola infarinatevi le mani, perché l’impasto sarà ancora un po’ appiccicoso. Quindi pontelo sul piano da lavoro e stendetela prima facendola rotolare sotto i pollici delle due mani e poi con una sola mano formate una palla tenendo il palmo aperto sopra l’impasto e poi girando leggermente sul piano. Sentire sotto le dita le piccole bolle d’aria formatesi durante la lievitazione.

Nel frattempo prepariamo il sugo. Io non lo metto crudo, mi piace di più cuocerlo prima un pochino. Mettete uno spicchio d’aglio in una pentola con un filo d’olio e fate soffriggere leggermente. Quando l’aglio sarà dorato toglietelo. Togliete anche la pentola dal fornello oppure (se avete la fiamma abbassate la fiamma) e versateci dentro le due confezioni di pomodori pelati. Qui vendono i pelati già tagliati a pezzetti, se i pomodori sono pelati interi chiaramente dovrete prima tagliarli a pezzetti oppure potete poi schiacciarli con la forchetta nella pentola mentre si cuociono. Aggiungete un pizzico di sale. Lasciate cuocere un pochino e spegnete a mezza cottura. Preparate anche la mozzarella a dadini.

Stendete con un matterello o con le dita, come vi trovate meglio, cercando di darle la forma della teglia dentro la quale andrete a metterla. Non stendetela troppo altrimenti viene troppo sottile. Mettete un foglio di carta forno in una teglia e cospargetelo con un filo d’olio. Arrotolate l’impasto intorno al matterello e con movimento veloce e sicuro stendetelo nella teglia. Adesso aggiungete la salsa di pomodoro che avete precedentemente già preparato e lasciato leggermente raffreddare. Aggiungete ancora un filo d’olio, la mozzarella…il parmigiano e mettete in forno.

Fate cuocere per 20 minuti circa a 180 gradi. Controllate ogni tanto la cottura alzando con una forchetta la superfice della pizza. Quando sotto sarà bella dorata spegnete e mangiatene tutti!!

Ed ecco la mia PIZZA 🙂