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I roccocò

Durante le feste natalizie a Napoli e dintorni si gioca a tombola, insieme alla nonna che ti regala gli spiccioli, lo zio che ha preso il cartellone ed estrae i numeri associandoli alla smorfia, le noci, le nocelle, le cassatine e i roccocò.
I roccocò sono un tipico dolce natalizio campano, dalla forma a ciambella e il sapore speziato. Basta assaggiarne un pezzetto ed è subito natale. Che voi possiate trovarli dal pasticciere sotto casa o che abitiate ormai troppo lontano per poterli trovare come me, vi propongo di farli in casa. La ricetta è semplicissima e gli ingredienti sono di facile reperibilità. La spezia tipica del roccocò è il pisto, ossia un mix di aromi venduto già in bustina. Chiaramente al di fuori della campania dubito possiate trovarlo, in tal caso non preoccupatevi, il pisto infatti non è altro che un mix di chiodi di garofano, cannella e noce moscata. Potrete quindi ottenere facilmente il pisto macinando queste tre spezie insieme.

INGREDIENTI
250 gr di farina 00
250 gr di zucchero
200 gr di mandorle
80 gr di succo d’arancia (fresco)
50 gr di arancia candita
1 cucchiaino di polvere lievitante
La punta di un cucchiano di bicarbonato
Buccia d’arancia
Buccia di limone
1 uovo più goccio di latte per spennellare
4/5 chiodi garofano
1 cucchiaino raso di cannella
1 cucchiaino raso di noce moscata
(oppure al posto di questi ultimi 3 ingredienti il pisto)

PROCEDIMENTO
La prima cosa da fare è tostare le mandorle a fuoco basso sulla teglia del forno. Poi in un mixer con la lama aggiungiamo l’arancia candita, la scorza dell’arancio e del limone e le nostre spezie. Facciamo tritare bene per qualche minuti. Ne verrà fuori un composto gommoso. Aggiungiamo al mixer 70 gr dei 200 gr di mandorle e rendiamole in polvere insieme al mix di spezie già macinato prima. In una ciotola setacciamo la farina con lo zucchero, il bicarbonato e il lievito e aggiungiamo l’impasto con le spezie. Tagliamo grossolanamnte il resto delle mandorle e aggiungiamole nella ciotola. Versiamo il succo d’arancia e impastiamo per almeno 10 minuti. L’impasto ottenuto sarà simile alla pasta frolla. A questo punto diamo la forma ai nostri roccocò. Ricaviamo dei salsiciotti e poi uniamoli a mo’ di ciambella. Se volete essere sicuri che abbiano tutti la stessa dimensione basterà pesare le palline d’impasto e assicurarsi che abbiano tutte lo stesso peso.
Porre in forno, spennellandoli con l’uovo e il latte, per 20 minuti circa a 180°. Controllate la cottura e toglieteli quando saranno di un bel marroncino chiaro come nella foto, alcuni forni richiedono qualche minuto in più.
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Vellutata di patate dolci

Gli alberi sono pieni di foglie gialle e rosse, quelle che cadono in terra sono così croccanti che non riesco a non schiacciarle con la punta degli stivali. Quel fruscio che emettono richiama subito le immagini dell’autunno, un libro, una finestra, le castagne, un te alla vaniglia e soprattutto una buona minestra calda. Questa che vi propongo oggi è una vellutata buonissima, che grazie al suo colore aranciato, potreste proporre come portata della vostra cena di Halloween.
INGREDIENTI

2 patate dolci
2 patate normali (di media grandezza)
1 cipolla
1 dado da brodo vegetale
Olio q.b.
1 confezione di panna liquida da cucina
Parmigiano
Crostini di pane
1 minipimer

PROCEDIMENTO

Mettiamo il dado in una pentola con l’acqua e lasciamolo cuocere finchè non si è sciolto. Peliamo le patate e tagliamole grossolanamente a cubotti (tanto poi frulleremo tutto) e laviamole per bene. Nel frattempo tagliamo una cipolla e mettiamola a soffriggere con un paio di cucchiai d’olio. Facciamola rosolare facendo attenzione che non si bruci. Versiamo dentro le patate e facciamolo rosolare per qualche secondo. A questo punto aggiungiamo il brodo coprendo tutte le patate e facciamole cuocere finchè non saranno diventate morbide. Quando le patate saranno pronte, abbassiamo la fiamma e andiamo di minipimer bzzzzzzzzzzzzzzzzzz. Aggiungiamo la panna mentre la pentola è ancora sul fuoco, mescolando di continuo. Servire calda con parmigiano e crostini. Se non siete vegetariani potete aggiungere alla vellutata dei pezzettini di pancetta.

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Seitan Fatto in Casa

!!!Attenzione state per leggere una ricetta ad alto contenuto di veganesimo!!!
Se state leggendo questo post probabilmente è perché cercavate una ricetta per il seitan, quindi dovreste essere già belli informati su cosa si tratti. Potrebbe anche essere però che tu stia leggendo perché non avevi mai sentito prima la parola Seitan. Andiamo per ordine quindi: il seitan, questo sconosciuto.
Il seitan è un alimento vegetariano, simile alla carne che viene ottenuto dal glutine. Viene utilizzato da vegetariani o vegani in sostituzione della carne, proprio per il suo alto contenuto proteico. E’ chiaramente non adatto alle persone intolleranti al glutine.
Che siate mangiatori di carne o meno, il seitan costituisce un ottimo alimento se non volete rinunciare al gusto, ma volete dare un po’ di tregua alle vostre arterie e al colesterolo!
Qui vi spiegherò come produrlo in casa partendo dal glutine puro. Potete trovarlo anche già fatto, il prezzo si aggira intorno ai 3.50 euro per 250 grammi di prodotto (almeno a Berlino). E’ possibile ottenere un ottimo seitan anche con una farina di forza come la manitoba o quella di kamut. In questo caso però dovrete lavare via tutto l’amido della farina con uno spreco d’acqua indicibile (si parla di un lavaggio di quasi 30 minuti sotto l’acqua corrente). Inoltre il risultato con la farina di glutine  mi piace molto di più, la resa è più compatta e gommosa e non si spreca nulla. Con 1 kg di manitoba si ottiene quasi la metà del peso di seitan.
Il glutine lo potete trovare nei negozi Bio oppure su internet. Su questo sito lo vendono: http://www.tibiona.it/glutine-di-grano-500g
Cosa importante prima di cominciare la preparazione del seitan è procurarsi un panno di lino bianco, senza ricami o parti colorate. Potete usare anche un vecchio lenzuolo. Il panno servirà per inserire al suo interno l’impasto, in modo da tenerlo bello stretto quando lo bolliremo. E’ quindi importante che non abbia parti colorate, se non volete mangiare un seitan al colorante ehehe. Inoltre prima di utilizzarlo lo sciacquo bene in acqua, in modo da togliere via eventuali residui di sapone. Dal panno ricaverete anche due striscine di stoffa in modo da poter chiudere all’interno del panno l’impasto a mo’ di caramella.
Andiamo alla ricetta:

INGREDIENTI
700 gr di acqua
500 gr circa di glutine puro
50 ml di salsa di soia
pepe
2 cucchiai di passata di pomodoro
spezie tipo ariosto
(Per il brodo)
Una cipolla grande
Una carota
Un pomodoro
50 gr salsa di soia
Un cucchiao di brodo granulare
STRUMENTI:
Una frusta
Un canovaccio pulito
Una pentola grande
PROCEDIMENTO
Prima di tutto prepariamo il brodo. In una grossa pentola d’acqua aggiungiamo: una carota tagliata a pezzettini, una cipolla a cubetti, il pomodoro a cubetti e la salsa di soia e portiamo il tutto a bollore. In una ciotola versiamo i 700 grammi di acqua. Aggiungiamo la salsa di soia, due cucchiai di passata di pomodoro (che servono per dare un po’ di colore all’impasto) e le spezie. Il seitan della foto ha un colore leggermente aranciato perché avevo aggiunto ll’impasto anche la curcuma. Aggiungiamo un po’ alla volta il glutine puro, sbattendolo con una frusta. La quantità di glutine non è fissa di 500, basta aggiungerne finchè si sarà assorbita tutta l’acqua ed avremo ottenuto un composto gommoso. Una volta ottenuto l’impasto, disponete la pagnottella al centro del panno, richiudetelo a mo’ di caramella con le due striscioline di stoffa. Adagiamo a questo punto la caramella nel brodo. Facciamo cuocere per 1 ora e 30 minuti. Dopo la prima ora, sleghiamo il seitan dalla stoffa e facciamolo cuocere per 30 minuti slegato.
A questo punto il seitan è pronto. Potete consumarlo subito o conservarlo in frigo fino ad un paio di giorni in un contenitore a chiusura ermetica con un po’ di brodo. Facciamolo raffreddare prima di affettarlo. Potete cucinarlo in tantissimi modi, alla piastra, stufato, alla marinara etc. Qui vi propongo la ricetta con cui lo cucino io di solito:
RICETTA SEITAN CON FUNGHI
Sminuzziamo una carota e una cipolla e facciamole soffriggere leggermente in padella con un po’ d’olio. Quando si saranno dorati aggiungere i funghi precedentemente puliti. In questo caso io ho usato i pfifferling, che in Italia dovrebbero chiamarsi gallinacci. Nel frattempo tagliamo a dadini il seitan e uniamolo ai funghi. Sfumiamo il tutto con un po’ di vino bianco, saliamo, pepiamo e lasciamo cuocere fino a farlo rosolare leggermente.
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Ciurilli

I ciurilli, detti anche i fiorini, dai napoletani che vogliono far vedere che parlano italiano (n.d.r. ehehe) sono un ottimo antipasto del periodo estivo. Si possono utilizzare i fiori di zucca o anche i fiori delle zucchine. In particolare, questi della ricetta sono stati colti amorevolmente dalle mie zampette in campagna e poi trasferiti in terra teutonica. Wiwa il paese, Wiwa il mangiare sano!!

INGREDIENTI

300 gr farina

1/2 lievito

acqua tipeida

1 pizzico di sale

una decina di ciurilli

olio per friggere

PROCEDIMENTO

Mettiamo la farina in una ciotola e facciamo il buco al centro. Sbricioliamo il lievito al suo interno e versiamo l’acqua a poco a poco. Aggiungiamo il sale ed impastiamo. L’acqua deve essere sufficiente per un impasto molliccio e liquido. Il composto scivolerà tra le dita e non andrà lavorato molto. Lasciamo lievitare per circa 1 oretta. Nel frattempo laviamo con molta attenzione e i fiori e poi mettiamoli ad asciugare su un foglio di carta assorbente. Quando l’impasto sarà raddoppiato di volume, immergiamo i fiori uno alla volta, aiutandoci con lo stelo. Facciamo riscaldare per bene l’olio, facciamo la prova immergendo un pezzettino di impasto, quando sarà salito a galla, immergiamo i fiori ben cosparsi di impasto. Se vi avanza dell’impasto, potete friggerlo così com’è aiutandovi con un cucchiaio. Immergetelo in un bicchiere di acqua calda e poi raccogliete una cucchiaiata di impasto e così via. Un’alternativa golosissima è quella di farcire i fiori con della ricotta e della mozzarella prima di immergerli nell’impasto. Gnam!!

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PANE FATTO IN CASA

Io adoro il pane. Potrei vivere solo mangiando pane. Quando non lo mangio e mi capita spesso ultimamente, mi sento come se non avessi mangiato nulla. Il pane che trovo qui in Germania è molto buono, ma mi manca tantissimo anche la pagnottona di pane cafone, con la crosta croccante e l’interno gommoso che mangiavo a Napoli. Questo pane che sto per proporvi è un’ottima via di mezzo. La ricetta l’ho presa dal blog di Vittorio, di vivalafocaccia.com. Farsi il pane da soli è un’attenzione in più che facciamo verso noi stessi. Comprare una farina biologica o di cui conosciamo la provenienza lo è ancora di più. Ogni giorno sentiamo nascere intolleranze verso alimenti che un tempo mangiavamo in tutta tranquillità. Farsi il pane in casa ogni tanto è un modo per volersi bene, per divertirsi e per mangiare qualcosa di sano. Vi consiglio di provare a farlo perché i risultati sono davvero ottimi.

INGREDIENTI

310 gr di acqua tiepida

20 gr di lievito di birra

9 gr di sale

380 gr di farina 00

PROCEDIMENTO

Trovo sia molto comodo cominciare la preparazione di questo pane la sera precedente, in modo che i tempi di lievitazione siano quelli giusti e noi possiamo posare tranquillamente la testa sul cuscino lasciando che il frigo faccia tutto da solo. Il giorno seguente potremo avere sulla nostra tavola una bella e fragante pagnotta calda. Questo è il modo in cui l’ho fatta io, per ulteriori accorgimenti vi consiglio di andare a dare un’occhiata al blog di Vittorio. Purtroppo il mio forno non mi permette di seguire alla regola tutti i suoi consigli, cionostante ho ottenuto un pane che non aveva nulla da invidiare a quello che si compra nei negozi. Per prima cosa misuriamo l’acqua che dovrà essere tiepida e non bollente. Sciogliamo il lievito nell’acqua direttamente nella ciotola dove impasteremo e poi aggiungiamo metà della farina. Impastiamo con l’aiuto di una spatola in silicone. Aggiungiamo il sale e amalgamiamo bene. Poi versiamo la restante farina e continuiamo ad impastare con la spatola. Otterremo così un impasto leggermente umido e appiccicoso. Trasferite l’impasto in un contenitore col coperchio oppure ricopritelo con carta trasparente e tenetelo in luogo asciutto e al calduccio per almeno due ore. Trascorse le due ore poniamo la ciotola direttamente in frigo. Potete ad esempio fare l’impasto, prima o dopo cena e poi prima di andare a dormire lo mettete in frigo. Se il giorno dopo non doveste avere il tempo per infornarlo non preoccupatevi perché l’impasto può essere conservato in frigo fino a 2-3 giorni. Prendiamo l’impasto dal frigo, versiamo un po’ di farina sul piano di lavoro e sulla superficie dell’impasto, essendo molto molle si appiccica alle dita. Non dovremo lavorarlo molto semplicemente dargli una forma. Schiacciate un po’ l’impasto, piegatelo su se stesso e poi col palmo aperto strofinate contro il piano da lavoro in modo da formare una palla. Coprite con un panno e lasciate lievitare ancora per 1 ora. Trasferite la palla su una teglia con della carta forno e infornate. Fate dei tagli al centro con una lametta in modo da facilitare la cottura.  E’ raccomandabile porre in forno insieme alla teglia, una pentola (priva di manici in plastica che potrebbero sciogliersi nel forno) con dell’acqua in modo da mantenere umido l’ambiente del forno. Io vi dico che non lo faccio perché il mio forno non me lo consente e il pane mi è venuto splendido lo stesso. Dovrà cuocere dai 30 ai 40 minuti a 220°. Importante: lasciar raffreddare prima di addentare, sarà difficile ma le vostre papille gustative vi ringraziereanno per la clemenza ehehe

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Macaron

Era da tempo che volevo cimentarmi nella preparazione di questi “fotogenicissimi” dolcetti francesi. Mi spaventava un po’ l’idea di farli perché immaginavo richiedessero un forno sicuramente migliore di quello cui dispongo adesso. Ho seguito invece dei piccoli accorgimenti che ho trovato davvero utili e che condividerò con voi. Per quanto riguarda il sapore, questi fragilissimi dolcetti sono ideali per l’ora del te. Hanno un sapore così delicato che si scioglie in bocca, morbidi e dolci al punto giusto. Sono un’idea molto carina per un regalo se conservati in un barattolino di vetro o in una graziosa scatolina.

INGREDIENTI

(Per circa 25 macaron e una 50ina di cialdine)

3 albumi a temperatura ambiente

50 gr di zucchero

200 gr di zucchero al velo

120 gr di farina di mandorle

1 pizzico di sale

1/2 cucchiaino di cremore di tartaro

PER LA CREMA AL BURRO E LAMPONI

120 gr di burro morbido

75 gr di zucchero al velo

150 gr di lamponi

PROCEDIMENTO

Con l’aiuto delle fruste elettriche o di un robot da cucina montare a neve gli albumi, i 50 gr di zucchero e la puntina di cremor tartaro. Il cremor tartaro lo trovate facilmente in farmacia, se non lo trovate potete anche ometterlo e non succederà nulla. E’ molto importante che le uova siano a temperatura ambiente. Montateli per almeno 10 minuti, finchè non diverranno ben sodi. Fate la prova girando la ciotola per vedere se restano fermi. A questo punto aggiungiamo il colorante. Io ho usato quello in gel, aggiungetene una goccina per volta in modo da regolarvi bene con il colore. Considerate che in forno tenderanno a perdere un po’ di colore. Setacciamo la farina di mandorle e lo zucchero insieme. Non omettete questo passaggio perché più fine sarà la farina e meno si romperanno le meringhe. Buttate via i pezzetti grossi che risulteranno dopo aver usato il setaccio. Se non trovate la farina di mandorle, potete crearla voi macinando molto finemente delle mandorle in un robot da cucina. Vi consiglio di utilizzare quelle già spelate. Aggiungiamo ora la farina setacciata con lo zucchero agli albumi. Utilizzate una spatola e fate dei movimenti lenti dall’alto verso il basso, come quando si vuole fare il pan di spagna. Fate in modo da non smontare gli albumi e non mescolate troppo. L’impasto dovrà risultare cremoso e corposo. E’ arrivato il momento di dare forma ai nostri dolcetti. La cosa più difficile è farli tutti della stessa grandezza. Se desiderate che siano tutti precisi, potete disegnare su un foglio dei crerchi con un compasso tutti della stessa grandezza. Il diametro dovrà essere poco più grande di una moneta da due euro. O se preferite potete farli anche più grandi. Ponete il foglio sulla teglia sotto la carta forno in modo che potrete facilmente intravederne i contorni. Riempite un sac à poche con l’impasto, utilizzando un beccuccio liscio e create delle meringhe, seguendo prima il perimetro e poi riempiendo l’interno. Non mettete troppo impasto. Dopo che li avrete riempiti tutti. Sfilate con attenzione il foglio dalla carta forno e passate all’altra teglia. Ci sono adesso due accorgimenti molto importanti affinchè i macaron non si rompano in superficie. Il primo consiste nello sbattere la teglia due volte in un senso e due volte nell’altro in modo da far fuoriuscire l’aria dall’impasto e l’altro è quello di lasciar riposare per almeno 30 minuti le meringhe prima di infornarle. La ricetta dice di cuocerli a 180° per 20 minuti. Per il mio forno sono bastati 10 minuti. Quindi controllate bene. Quando saranno cotti lasciateli raffreddare prima di staccarli dalla carta forno. Sono molto delicati e potrebbero rompersi nel tentativo di farlo, vi consiglio quindi di tirare la carta anzichè la meringa.Nel frattempo prepariamo la crema. Schiacciamo in una setaccio i lamponi e ricaviamone un po’ di succo. Potete anche frullarli con il minipimer l’importante e che li passiate al setaccio per rimuovere i semini. Montiamo lo zucchero e il burro morbido con delle fruste elettriche o in un robot da cucina. Dopo aver ottenuto una crema liscia aggiungete poco alla volta tre o quattro cucchiai di succo di lampone e continuate a mescolare con le fruste. Fate attenzione che i lamponi non siano freddi di frigorifero o il burro potrebbe separarsi. A questo punto non ci resta che unire le nostre meringhe. Prendete un guscio e con l’aiuto di una spatola o di un sac à poche mettete un po’ di crema al burro, poi adagiate sopra un altro guscio, senza schiacciare troppo e così via fino a terminare tutti i gusci.

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Cipolline in agrodolce

L’altra sera al supermercato ho trovato un cestino di queste cipolline piccolissime. Erano così carine che le ho prese subito, senza pensare a cosa ci avrei fatto. Sulla strada di casa mi sono ricordata che quando ero piccola mia mamma le faceva in agrodolce. Io chiaramente le snobbavo, poi da allora non le ho più assaggiate. Mi sono subito attaccata al telefono in questa chiamata internazionale per chiedere a mia madre la ricetta. Ebbene, dopo anni di snobbismo cipolloso, ho finalmente pagato il mio karma con queste deliziose creaturine!! La cosa più bella è che sono semplicissime da fare. Possono essere servite come contorno o anche come antipasto, insieme a formaggi e sott’olio. Andiamo a cipollarci:

INGREDIENTI

1/2 kg di cipolline

1 pezzetto di burro

3 cucchiai di aceto balsamico

2 cucchiai di zucchero di canna

sale

PROCEDIMENTO

Questa è l’unica fase che richiederà un po’ più di tempo. Le cipolline andranno sbucciate una ad una e poi lavate in acqua fredda. Fatevi aiutare dal fidanzato ehehe, così potrete condividere con lui la parte “commovente”della ricetta! Dopo averle pulite, fatele bollire per un quarto d’ora in acqua bollente a cui avrete aggiunto una manciatina di sale. Nel frattempo in una padella antiaderente facciamo sciogliere il pezzetto di burro. Quando si sarà sciolto aggiungiamo lo zucchero. Scoliamo le cipolline a aggiungiamole al burro e lo zucchero. Sfumiamo con l’aceto e facciamolo caramellare per mezzoretta circa a fuoco bassissimo, altrimenti lo zucchero potrebbe bruciare. Ricordiamoci di mescolare ogni tanto ed eventualmente aggiungiamo un pochino d’acqua se vediamo che le cipolline si attaccano troppo. Gnam!!!

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